Finalmente dopo tanto chiacchiericcio sulla novità di casa Omer un amico, Carlo, mi ha affidato il suo Cayman ET 85 comprato da poco, così ho potuto provarlo e smanettare con gli allestimenti come al mio solito. Tempo fa ne avevo parlato senza averlo provato in questo articolo, oggi possiamo confermare o smentire alcune voci a riguardo.

Intanto guardiamolo da vicino, la forma del fusto è a ellisse, cioè largo e schiacciato, l’impugnatura tipica della linea Cayman comoda e funzionale dal profilo basso. La testata è semplice e dall’aspetto “cattivo”, predisposta per il doppio elastico, direi che esteticamente il fucile si presenta bene, i dettagli e i punti di aggancio sono perfetti. L’asta è incastonata nel fusto, se guardiamo di lato il fucile si vedono solo le pinnette sporgenti.

Il fucile mi è stato consegnato con un elastico Omer 18mm, secondo me non adeguato per spingere l’asta da 6,5mm in dotazione, dettaglio confermato anche dal proprietario del fucile nelle sue prime prove. Avrei voluto infatti lasciare quell’elastico e mettere un’asta da 6,25mm, ma visto il sistema di aggancio della sagola sulla pinnetta (invece che al codolo finale) ho dovuto fare il contrario e cambiare le gomme, purtroppo il Cayman ET supporta solo le aste Omer America.

L’allestimento che mi è venuto naturale è stato il doppio elastico da 14mm, nero della Giman Sub calcolato al 3,4 come fattore di allungamento, così fatto sono andato a mare. Piccola parentesi, al momento della realizzazione degli elastici ho misurato 89cm fra il primo foro e l’ultima tacca, cioè è venduto per 85 ma in realtà è un 90, meglio così!

Complimenti alla Omer per la testata, il due elastici sfiorano appena il fusto e rimangono perfettamente paralleli senza toccarsi, chi usa abitualmente il doppio elastico sa già che questo dettaglio e un vantaggio perchè implica l’eliminazione di eventuali attriti fra le gomme. Il brandeggio è buonissimo, quasi non mi accorgo che il fucile è a doppio elastico, lo muovo in tutte le direzioni con disinvoltura soprattutto in senso orizzontale.

Ecco che si presenta il primo sarago, aspetto l’avvicinamento e poi si ferma a danzare qua e là come indeciso sul da farsi, io lo tengo sotto tiro e seguo i suoi movimenti, fino a quando decido di sparare e sbaglio, di poco, a causa di un mio errore nei tempi del grilletto, come quando ti prestano l’auto e servono 5 minuti per abituarsi alla frizione. Sicuramente il congegno di scatto non è lo stesso della precedente linea Cayman, questo è leggermente più duro e ha una corsa diversa (non so se è possibile calibrare), comunque una volta capito questo dettaglio proseguo la pescata catturando un cefalo e una salpa.

Il doppio elastico da 14mm è perfetto per l’asta da 6,5mm, infatti il tiro è in grado di sciogliere i 2 giri di sagola installati in maniera abbastanza naturale senza però ricevere il colpetto a fine corsa.

Il fucile è molto preciso, però, sinceramente parlando, non credo che l’Enclosed Track sia sfruttata a questo livello di potenza, cioè non ho notato differenze di precisione rispetto ad un comune arbalete di ugual misura e allestimento. Come avevo previsto la ET è molto utile in caso decidiamo di farci un arbalete molto potente, a partire da un doppio elastico da 16mm, e questo sarà il tema della seconda prova.

Direi che per ora il Cayman ET 85 si è comportato bene sia all’aspetto che all’agguato con un miglioramento apprezzabile in termini di brangeggio. La cosa che non mi è piaciuta è il rumore, quando si spara è chiaramente avvertibile un rimbombo metallico, penso che questo sia ovvio a causa dell’asta incassata, inoltrei avrei preferito una corsa del grilletto più corta per non perdere l’attimo fuggente che spesso si presenta senza preavviso. Invece degno di nota è la gestione del rinculo, ridotto e che non crea alcun impennamento del fucile.

Insieme al titolare del fucile decidiamo di effettuare il test con una doppia gomma da 16mm non eccessivamente tirata. In questo modo il fucile diventa incredibilmente potente e mantiene una buona precisione anche a fine corsa, a patto però di avere un polso fermo al momento dello sparo. Carlo riesce a centrare due cefali e una spigola a buona distanza. A fine corsa lo strattone dell’asta è molto evidente, infatti il monofilo da 100 verso la fine della giornata cede e si rompe.

Con questa potente configurazione confermo le prime impressioni, il Cayman ET trova la sua destinazione d’elezione nelle versioni a doppio elastico, fatte per la pesca all’aspetto e a grandi predatori. In questo caso l’utilità della Enclosed Track si fa vedere, evitando il serpeggiamento e vibrazione dell’asta a causa della potenza impressa al momento dello scocco.

Concludendo (con il mio personalissimo parere) consiglio il Cayman ET come secondo fucile da scegliere nelle misure lunghe, da usare fra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno quando la ricciolona è pronta ad incontrarvi anche nei posti più facili, oppure ad agosto per chi sceglie l’aspetto in attesa del dentice di 5kg, o qualunque altra occasione vi venga in mente purchè siate coscienti di sparare al libero. Per la pesca di ogni giorno, pratica ed universale per ogni specie, invece potete tranquillamente scegliere gli altri modelli Omer Cayman, HF o HF2 da allestire in modo medio o leggero, e con qualsiasi asta.